La Geomorfologia studia:
la natura,
la storia,
la distribuzione,
i rapporti reciproci delle forme che compongono il rilievo terrestre, in relazione agli agenti e ai processi morfogenetici che le hanno generate e modificate; le forme prese in considerazione hanno dimensioni comprese da quelle dei continenti (milioni di chilometri quadrati) a quelle delle increspature superficiali delle rocce (millimetro quadrato).
L’aspetto della superficie terrestre è continuamente interessato da trasformazioni e modificazioni di diversa natura, di diversa estensione e diversa intensità; l’energia che dà luogo a questi cambiamenti può essere di origine endogena o di origine esogena.
L’energia endogena proviene dal nucleo terrestre ed è responsabile dell’attività vulcanica e dei fenomeni tettonici.
L’energia esogena deriva dall’irraggiamento solare, e provoca:
– i moti convettivi dell’Atmosfera;
– i moti convettivi delle acque degli oceani, dei mari e dei laghi;
– l’evaporazione dell’acqua ed i conseguenti fenomeni di precipitazione atmosferica;
– lo sviluppo della quasi totalità delle forme viventi.
Il campo gravitazionale terrestre fornisce l’energia potenziale che provoca i fenomeni di precipitazione atmosferica, lo scorrimento dei corsi d’acqua e dei ghiacciai, il movimento delle frane.
I campi gravitazionali della Luna e del Sole, insieme a quello terrestre, provocano le maree.
Il movimento di rotazione terrestre influisce sulla circolazione atmosferica e su quella oceanica; inoltre, con il movimento di rivoluzione, determina le variazioni diurne e stagionali di insolazione.

Il contributo della geomorfologia nel rilevamento geologico

L’esempio più chiaro dell’aiuto che l’esame morfologico di un territorio (tramite l’analisi della relativa carta topografica e degli aspetti del paesaggio) può fornire ad un’indagine geologica, ci viene fornita dalle zone vulcanicamente attive. In primo luogo, l’aspetto generale del vulcano fornisce le prime informazioni sul tipo di magma. In secondo luogo, su una carta in scala 1:10.000 (o 1:25.000), è facile distinguere gli edifici conici piroclastici e le colate di lava. In genere la morfologia degli uni e delle altre subisce un veloce fenomeno di degrado, per cui, dal confronto, si può stabilire l’età relativa fra diversi edifici piroclastici e/o colate laviche. L’andamento delle fratture e l’allineamento di bocche eruttive forniscono informazioni sugli stress tettonici. Nel caso di edifici vulcanici profondamente erosi, informazioni relative al chimismo del magma e alla direzione dei campi di stress ci vengono fornite dai dicchi. Conoscendo il clima di una regione, in base all’analisi di una carta topografica e/o del paesaggio si possono distinguere vari tipi di rocce affioranti:
1) rocce permeabili e rocce impermeabili;
2) rocce incompetenti e rocce competenti; di queste ultime è possibile, in genere, calcolare la giacitura.
Sulla carta si possono anche distinguere le forme carsiche.
Gli aspetti morfologici forniscono importanti informazioni sulla tettonica recente ed attuale di un territorio: spianate d’abrasione, solchi di battente e terrazzi marini sono chiarissime tracce di variazioni del livello marino medio.

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