Aspetti morfologici secondari dei vulcani: le “Pietre-cannone”

Pietro Carveni, Santo Benfatto e Maria Salleo Puntillo

Agli escursionisti che si inoltrano sulle pendici dell’Etna può capitare di imbattersi in corpi rocciosi che hanno l’aspetto grossolano di tubi formati da roccia basaltica.

Denominati dagli abitanti delle zone pedemontane col termine pietre-cannone, sono il risultato di un particolare fenomeno di fossilizzazione arborea che si verifica quando una colata lavica molto fluida investe un albero, avvolgendone il tronco e bruciandolo; mentre la parte della pianta rimasta fuori dalla colata in genere brucia senza lasciare una traccia duratura, quella inglobata dalla lava viene rivestita da una crosta di roccia solidificatasi intorno al tronco (Fig. 1: A 1); con la diminuzione del tasso di emissione della lava, la superficie della colata tenderà ad abbassarsi di livello e infine a consolidarsi, formando una nuova superficie di campagna piatta, dalla quale spunteranno i resti carbonizzati dei tronchi rivestiti dalla crosta rocciosa, sotto forma di tubi di roccia di forma irregolare; essi ndicheranno l’altezza massima raggiunta dalla colata lavica, in genere durante la prima fase di emissione (Fig. 1: A 2).

Ad una certa distanza dal punto di emissione, la lava tende a raffreddarsi e diventare più viscosa; di conseguenza l’altezza del fronte della colata aumenta, e qualunque ostacolo incontrato viene sepolto e/o bruciato (Fig. 1: B).

È chiaro, quindi, che il fenomeno che dà luogo alle “Pietre-cannone” si verifica prevalentemente su edifici vulcanici alimentati da magmi basici, nelle zone vicine alle bocche d’emissione, dove la lava è ancora molto fluida, e scorre in zone ricoperte da vegetazione arborea.

Nell’ambito dell’edificio vulcanico etneo, queste condizioni possono verificarsi al di sotto della quota limite raggiunta dalle zone boscose, tra 1800 e 2000 metri di quota, in dipendenza dell’esposizione dei versanti.

Sulla base della ricerca bibliografica, la prima testimonianza del ritrovamento di simili morfosculture si deve a Lyman (1849), il quale le osservò all’interno del cratere Kilauea Iki, sul vulcano Kilauea, nelle Hawaii: sul pavimento del cratere egli trovò delle colonne di roccia, contenenti tracce di carbone, e ipotizzò che una colata lavica avesse investito una foresta esistente all’interno del cratere.

Osservazioni dirette del fenomeno furono effettuate da Reclus (1865) e da Silvestri (1867), in occasione dell’eruzione etnea del 1865.

Bullard (1978) fornisce un’ampia spiegazione del fenomeno (pagg. 367-370).

Nella zona etnea alcune pietre-cannone sono state già descritte (Carveni et al., 2007; 2009 a; 2009 b; 2010 a; 2010 b; 2011; Carveni, 2016).

Studi botanici e datazioni assolute su resti vegetali carbonizzati potrebbero permettere la datazione di eventi eruttivi, e di compiere studi paleo-botanici sulla vegetazione etnea.

Fig. 1 – Modalità di formazione delle “pietre-cannone” (da Carveni et al., 2007).

Le Pietre-cannone dei Monti Nespole

Sul versante occidentale dell’Etna, nella radura compresa tra i Monti Nespole e Monte Leporello (Fig. 2), si trovano due interessanti monumenti litici (Fig. 3), alti rispettivamente 1,60 metri (Fig. 4) e 0,94 metri (Fig. 5), già segnalati da Carveni et al. (2007; 2009 b; 2010 b; 2011 b).

La loro presenza dimostra che la zona è stata interessata dal passaggio di una colata lavica, la quale superava di almeno 1,60 metri l’attuale livello di campagna, e proveniva da NE.

Dalla loro analisi morfologica, si possono trarre le seguenti considerazioni:

a) la lava che ha investito gli alberi non doveva essere molto fluida, altrimenti le pietre-cannone avrebbero avuto una forma tubolare chiusa;

b) devono essersi verificati diminuzioni repentine del tasso di emissione della lava, con conseguenti veloci abbassamenti del livello della colata: ciò ha provocato gli accumuli di scorie nella porzione rivolta a monte.

Fig. 2 – Stralcio della Carta Tecnica 624080 Monte Frumento Supino, Regione Siciliana, Assessorato del Territorio e dell’Ambiente. Il cerchio evidenziato dalla freccia indica il punto in cui sono ubicate le due “pietre-cannone”

Fig. 3 – Panoramica sulle pietre-cannone dei Monti Nespole.

Fig. 4 – La pietra-cannone più grande.

Fig. 5 – La pietra-cannone più piccola.

Riferimenti bibliografici

Bullard F.M. (1978) – I vulcani della Terra. Newton Compton, 636 pp.

Carveni P. (2016) – L’edificio vulcanico etneo: un laboratorio geomorfologico alla portata di tutti. Geologia dell’Ambiente, Atti del Convegno Nazionale “Geositi, Geomorfositi e Geoarcheositi, patrimonio geologico-ambientale del Mediterraneo, Supplemento al n. 3/2016, 9-13.

Carveni P., Benfatto S. & Imposa S. (2009 b) – “Pietre-cannone” (Stone guns): a particular sort of trees fossilizationalong Mt. Etna volcano slopes. Les “pierres-canon”: une forme particulière de fossilizasion des arbres en milieu volcanique. Colloque International de Géomorphologie: Géomorphosites 2009: Imagerie, inventaire, mise en valeur et vulgarisation du patrimoine géomorphologique. Université Paris-Sorbonne, 10 – 11 – 12 juin 2009, 45.

Carveni P., Benfatto S. & Salleo Puntillo M. (2007) – Le “pietre-cannone”: una particolare forma di fossilizzazione in ambiente vulcanico. Atti del III Congresso Nazionale di Geologia e Turismo “Beni geologici e Geodiversità”, Bologna, 1-3 marzo 2007, 270-274.

Carveni P., Benfatto S. & Salleo Puntillo M. (2009 a) –  Le “pietre-cannone”, una particolare forma di fossilizzazione arborea verificabile sui versanti dei vulcani alimentati da magmi basici. Geoitalia, 26, 36-37.

Carveni P., Benfatto S. & Salleo Puntillo M. (2010 b) – Le “pietre-cannone”, una particolare forma di fossilizzazione arborea verificabile sui versanti dei vulcani alimentati da magmi basici. Geologia & Turismo, Notiziario n° 4, 15 – 16.

Carveni P., Mele G., Benfatto S., Imposa S. & Salleo Puntillo M. (2010 a) – Lava trees and  tree molds (“Cannon Stones”) at Mt. Etna volcano. Cities and Volcanoes 6 Conference, Puerto de la Cruz, Tenerife, Canary Islands, Spain, May 31 – June 4, 2010, 192 – 193.

Carveni P., Mele G., Benfatto S., Imposa S. & Salleo Puntillo M. (2011) –  Lava trees and  tree molds (“cannon stones”) of Mt. Etna. Bull. Volcanol., DOI 10.1007/s00445-011-0446-3, 6 pp.

Lyman C.S. (1849) – Observations on the “Old Crater” adjoining Kilauea (Hawaii) on the est. American Journal of Sciences, 7 (20), 287.

Reclus E. (1865) – Le Mont Etna et l’éruption de 1865. Rev. Deux Mondes, 58,110-138.

Silvestri O. (1867) – I fenomeni vulcanici presentati dall’Etna nel 1863-64-65-66 considerati in rapporto alla grande eruzione del 1865. Memorie dell’ Accademia Gioenia di Scienze Naturali, Catania, 3 (1), 53-319.