Alcune gallerie di scorrimento lavico del vulcano Etna

Pietro Carveni, Santo Benfatto & Maria Salleo Puntillo

Sui vulcani alimentati da magmi basici, con attività prevalente di emissione di colate laviche
molto calde e fluide, è facile che si formino gallerie di scorrimento lavico; per i ricercatori che seguono l’evoluzione di un’eruzione di questo tipo, è facile assistere al processo di formazione di una o più gallerie di scorrimento lavico, e, una volta che la colata si è raffreddata, spesso è possibile penetrare nelle cavità per esplorarle.
In sintesi, l’evoluzione morfologica che porta alla formazione di una galleria di scorrimento
lavico, può essere così sintetizzata: a) la colata lavica scorre sulla preesistente superficie di
campagna, incanalandosi lungo le zone più depresse e a maggiore acclività, che spesso
corrispondono a valli di corsi d’acqua che drenano i fianchi degli edifici vulcanici; b) la parte
superiore della colata, a diretto contatto con l’atmosfera, tende a raffreddarsi velocemente ed a formare una crosta solida, coibente, al di sotto della quale la frazione liquida continua a scorrere; c) quando l’emissione di lava diminuisce, il livello della colata all’interno della galleria si abbassa, e, una volta che l’eruzione finisce, la lava, raffreddandosi, forma un pavimento con superficie pianeggiante; spesso si possono osservare configurazioni simili a stalattiti, dovute a gocce di lava che grondano dal soffitto della galleria; eventuali gradini che si formano lateralmente sono da attribuire a improvvise diminuzioni della portata con conseguente restringimento della colata attiva.

La Grotta della Neve
Alcune gallerie di scorrimento lavico sono state o vengono sfruttate economicamente dagli abitanti. Un caso esemplare è quello della Grotta della Neve, ubicata a poche centinaia di metri dalla Strada Provinciale 92 Mare – Neve. Le lave in cui si trova la grotta sono classificate come Colate laviche recenti non datate (ROMANO et al., 1979).
L’ingresso superiore della grotta è caratterizzato da una scala scolpita nella roccia (Figg. 1 e
2); i lavori di consolidamento tramite muratura fatti per mettere in sicurezza alcune delle aperture a pozzo (Fig. 3), dimostrano che la grotta ha avuto un particolare valore per gli abitanti del luogo, che la usavano per l’accumulo e la conservazione della neve, che veniva commercializzata ed utilizzata nel periodo estivo.

F:\FOTO\Foto elettroniche di Pietro\2010.11.13.16. Etna, Grotta dei Ladroni..JPG

Fig. 1 – Ingresso principale della Grotta della Neve.

F:\FOTO\Foto elettroniche di Pietro\2010.06.08.10. Etna, Grotta dei Ladroni..JPG

Fig. 2 – Grotta della Neve: la scala scolpita nella roccia vista dal basso.

F:\FOTO\Foto elettroniche di Pietro\2010.11.13.14. Etna, Grotta dei Ladroni..JPG

Fig. 3 – Grotta della Neve: una pianta ha messo le sue radici all’interno della grotta e cresce attraverso un pozzo di aerazione.

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